Progetto · una rete di rifugi urbani autonomi

HABITOUT

Una proposta di accoglienza estesa: una rete cantonale di rifugi eco-sostenibili in legno indigeno, per brevi soggiorni di interesse naturalistico, didattico, culturale e sociale.

HABITOUT — rifugio eco-sostenibile in legno indigeno
(…) Infatti, il confine tra «polis» e «natura» è stato cancellato. La città degli uomini, un tempo un’enclave nel mondo non-umano, si estende ora alla totalità della natura terrena e ne usurpa il posto. La differenza tra l’artificiale e il naturale è sparita, il naturale è stato fagocitato dalla sfera dell’artificiale; e allo stesso tempo la totalità degli artefatti, le opere dell’uomo che, come mondo, operano su e per mezzo di lui, producono un tipo nuovo di «natura», ossia una peculiare necessità dinamica con la quale la libertà umana si trova a essere confrontata in un senso del tutto nuovo. (…)

Hans Jonas, Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica. A cura di Pier Paolo Portinaro, 1990 Giulio Einaudi editore s.p.a, Torino

(…) Denn die Grenze zwischen «staat» (polis) und «natur» ist aufgehoben worden: Die Stadt der Menschen, einstmals eine Enklave in der nichtmenschlichen Welt, breitet sich über das Ganze der irdischen Natur aus und usurpiert ihren Platz. Der Unterschied zwischen dem Künstlichen und dem Natürlichen ist verschwunden, das Natürliche ist von der Sphäre des Künstlichen verschlungen worden; und gleichzeitig erzeugt das totale Artefakt, die zur Welt gewordenen Werke des Menschen, die auf ihn und durch ihn selbst wirken, eine neue Art von «natur», das heißt eine eigene dynamische Notwendigkeit, mit der die menschliche Freiheit in einem gänzlich neuen Sinn konfrontiert ist. (…)

Hans Jonas, Das Prinzip Verantwortung, Versuch einer Ethik für die technologische Zivilisation, 1979 Insel Verlag, Frankfurt am Main

Il Progetto

Premessa

Sappiamo che i cambiamenti climatici in corso sono da imputare soprattutto alla massiccia azione dell'uomo: riscaldamento globale, acidificazione degli oceani, buco dell'ozono, eccessivo uso d'acqua dolce, inquinamento di aria, acqua e suolo, perdita di biodiversità sono alcuni dei caratteri dell'Antropocene.

Le future generazioni dovranno confrontarsi molto probabilmente con un ambiente impoverito, sottoposto a irreversibili dinamiche fisiche planetarie che metteranno a rischio salute e benessere. Gli appelli ad un Principio di responsabilità giungono con sempre maggiore intensità da ogni dove.

Ci si dovrebbe dunque aspettare una forte convergenza trasversale su questi temi: scienziati, attivisti, politici, intellettuali, giornalisti, cittadini hanno già avuto modo di riflettere sulle criticità dei nostri attuali comportamenti e stili di vita. Purtroppo la verità è che ancora oggi si tende ad invocare continuamente la crescita economica la quale, come sappiamo, non potrà svilupparsi in maniera infinita in un mondo finito.

Non è più il tempo di esercizi alibi, di maneggi, di tentennamenti; siamo vicini al punto di non ritorno, non c'è più tempo.

Anche in Ticino, e più in generale in Svizzera, si nota una certa consapevolezza verso questi temi: attenzione ai rifiuti, investimenti in energie rinnovabili, politica della mobilità, sviluppo territoriale. Conosciamo il grande lavoro svolto nel nostro paese dall'ARE e dall'UFAM per sensibilizzare e promuovere progetti innovativi e virtuosi, in vista dell'attuazione dell'Agenda 2030.

Dal 2016 la nostra associazione si è attivata per promuovere, nel nostro piccolo, azioni nel territorio a favore di progetti condivisi con le Istituzioni cantonali, gli Enti, le Scuole e con una sempre più numerosa fetta di società che chiede di poter essere protagonista, artefice di un nuovo modello di sviluppo più equo e sostenibile.

La nota pandemia ha ulteriormente messo in crisi il nostro modo di abitare il mondo. Vogliamo rimetterci in cammino, viaggiare leggeri, scoprire nuovi sentieri e, se fosse il caso, essere pronti a fare un salto per recuperare il tempo perso incamminandoci verso un'economia maggiormente circolare e inclusiva.

È urgente promuovere una nuova etica degli enti di natura, coinvolgendo attivamente nei processi decisionali anche le future generazioni. Dobbiamo imparare a fare i conti con nuovi sentieri, frequentare e abitare una nuova etica, un nuovo modo di guardare al mondo. Un'etica del viandante.

Praticare il passo, cercare antichi sentieri e nuove vie, aggiustare il ritmo del cuore, mettersi in ascolto, riflettere criticamente aprendosi ad una necessaria transizione ecologica, prepararsi attivamente al cambiamento prima che questo venga imposto, a breve, dagli eventi.

Contesto generale

habitout — una rete di rifugi urbani autonomi

habitout è un'iniziativa elaborata e promossa negli anni dalla nostra associazione con l'accompagnamento e il sostegno di federlegno.ch in rappresentanza della filiera Bosco-Legno cantonale, e dalla piattaforma di riqualificazione professionale InnoPark Svizzera SA.

Il progetto ha preso avvio nel 2016 durante il "Workshop Hotel Ticino" in collaborazione con il Corso di laurea in architettura del DACD della SUPSI a Lugano, l'Istituto di Sostenibilità Applicata all'Ambiente Costruito ISAAC SUPSI e TicinoTurismo.

habitout è stato portato a conoscenza del Dipartimento del Territorio (DT) e del Dipartimento delle Finanze e dell'Economia (DFE), riscuotendo un certo interesse.

RifugiUrbani si propone di dare seguito a questa proposta attraverso la creazione, in futuro, di una rete interconnessa nel territorio cantonale di una decina di rifugi denominati habitout, ai quali poter accedere per brevi soggiorni di interesse naturalistico-didattico, culturale e sociale.

L'obiettivo è creare una rete pubblica accessibile a cittadini, turisti in casa e viaggiatori di giornata, promuovendo una visione sistemica delle Aree di svago di prossimità (Scheda R9 — PD cantonale). Il luogo individuato per un primo prototipo si trova nel Comune di Monteceneri, discrimine geografico fra Sotto e Sopraceneri, posizionato al limitare della zona edificabile, in prossimità del bosco.

Ai viaggiatori che scollinano lungo la pista ciclabile nazionale, o percorrono i numerosi sentieri regionali, si offre un riparo per la notte dove fermarsi, riposare e rinfrescarsi — riscoperto grazie alla mobilità lenta e/o ai mezzi pubblici, per abitare l'inatteso e il provvisorio con la semplicità e sobrietà del viandante.

Questi bivacchi urbani protetti, ecosostenibili, sono pensati anche per i Promadic Travelers post-pandemici della generazione Z, giovani nomadi che preferiscono forme di viaggio attente all'ambiente e proposte di alloggio sobrie e a basse emissioni di CO₂. Sono ideali anche per famiglie, anziani e giovani di tutte le età che cercano un contatto reale con il territorio.

Gli habitout sono piccoli spazi autonomi di soggiorno temporaneo, cellule ecologiche minime di ricovero costruite con lavorati provenienti dalla filiera Bosco-Legno indigena e della Svizzera. Possono ospitare 4–5 persone per 1–2 giorni. Si distinguono dai rifugi di montagna in quanto localizzati alle quote medie e basse del territorio, anche in zone periurbane, e si potranno facilmente riservare tramite App oppure utilizzati come piccole "aule nel bosco".

Caratterizzati da una sobria impronta architettonica contemporanea e da un impiego parsimonioso di risorse, gli habitout sono pensati per promuovere standard energetici efficienti: riuso delle acque meteoriche, ricarica di dispositivi e biciclette elettriche tramite energia autoprodotta, trattamento delle acque reflue per fitodepurazione, possibilità di un piccolo orto urbano per erbe aromatiche.

Gli habitout verrebbero messi a disposizione e gestiti autonomamente dai Comuni interessati a partecipare a questa iniziativa, progettati in maniera partecipativa a seconda dei bisogni e delle particolarità specifiche. Il Canton Ticino potrebbe promuovere l'iniziativa verso gli altri cantoni favorendo una rete interconnessa di habitout a livello svizzero.


Caratterizzati da un'impronta architettonica contemporanea, queste soste situate lungo il cammino — pensate ex-novo o attraverso il recupero e la rilettura di strutture preesistenti — potranno offrire accoglienza a chi intende riscoprire il valore del contatto con la natura e dell'incontro autentico con il territorio e le sue peculiarità.

Saranno progettati per promuovere standard energetici efficienti: ai fruitori sarà offerta la possibilità di accedere in tempo reale, attraverso un controllo domotico intuitivo, a diverse informazioni — ad esempio il monitoraggio dei consumi dell'edificio per contenere e ridurre gli sprechi, il riuso delle acque meteoriche, la ricarica di biciclette elettriche tramite energia autoprodotta, fino alla proposta di un piccolo biotopo per il riciclo delle acque reflue e di un orto urbano sul posto.

Più in generale si potrà interagire con le qualità sensoriali legate alla fruizione del rifugio, con le relazioni ambientali con il territorio e con le informazioni prettamente turistico-culturali.

habitout — Agenda 2030

Attraverso questa iniziativa, rifugiurbani intende contribuire a stimolare, tramite un progetto condiviso con il territorio, l'importanza fondamentale della biodiversità negli spazi verdi di prossimità, promuovendo a livello locale piccole azioni di adattamento alle conseguenze in corso dei cambiamenti climatici.

Si fa riferimento ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals SDGs) che costituiscono il nucleo vitale dell'Agenda 2030 che le Nazioni Unite hanno adottato all'unanimità il 25 settembre 2015. La Svizzera si è impegnata ad attuarla a livello nazionale e internazionale, attraverso un piano d'azione 2020–2025 sull'adattamento ai cambiamenti climatici.

Considerazioni finali

Per sostenibilità si intende oggi un concetto che unisce quella ambientale, quella sociale e quella economica. Ci riferiamo alla definizione di Gro Harlem Brundtland: "Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri."

Per raccogliere la sfida verso un inevitabile cambio culturale, la nostra specie dovrà approntare per le prossime generazioni nuove mappe emotive e cognitive che fungano da supporto per comprendere le profonde trasformazioni in corso, necessarie per rileggere e interpretare la realtà attraverso nuovi modelli e orizzonti di senso.

Praticare il passo, cercare antichi sentieri e nuove vie, aggiustare il ritmo del cuore, mettersi in ascolto, riflettere criticamente e prepararsi attivamente al cambiamento prima che questo venga imposto dagli eventi.

[1] Enciclopedia Treccani — Antropocene. treccani.it

[2] Jonas H. (2009), Il principio responsabilità. Un'etica per la civiltà tecnologica.

[3] Mercalli L. (2018), Non c'è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali.

[4] Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni DATEC. uvek.admin.ch

[5] Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE — Forum sviluppo territoriale 2.20. are.admin.ch

[6] Associazione RifugiUrbani — Statuto. Statuto (PDF)

[7] Bertolini S. (2018), La relazione uomo-natura nell'ontologia di Nicolai Hartmann. Per un possibile dialogo con l'etica ambientale.

[8] Kropotkin P.A. (2020), Il mutuo appoggio. Un fattore dell'evoluzione.

[9] Atti del Convegno "Le comunità naturali", Pianeta Terra Festival 2024, Lucca. Direttore scientifico Stefano Mancuso.

[10] Luca Mazzucchelli — intervista a Umberto Galimberti. psicologiacontemporanea.it

[11] Galimberti U. (2019), Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi.

[12] UNESCO — Cos'è l'educazione allo sviluppo sostenibile? unesco.org

[13] Galimberti U. (2023), L'etica del viandante.

[14] habitout — Brochure progetto Associazione RifugiUrbani. Brochure (PDF)

[15] Dipartimento del territorio DT — Scheda R9 PD cantonale. Scheda R9 (PDF)

[16] Design Hotels — Introducing the Promadic Traveler. designhotels.com

[17] federlegno.ch — Rapporto finale del modulo test pratico. federlegno.ch (PDF)

[18] Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. eda.admin.ch

A che punto siamo

11/2015

Kick-off progetto

Si crea il gruppo di lavoro, si identificano possibili partner, si sviluppa l'idea e come poterla realizzare.

02/2016

Workshop "Hotel Ticino"

Prende avvio il Workshop in collaborazione con il Corso di Laurea in architettura del DACD della SUPSI a Lugano, l'Istituto Sostenibilità Applicata all'Ambiente Costruito ISAAC SUPSI e TicinoTurismo, con il sostegno di federlegno.ch e InnoPark SA di Manno.

04/2016

Costituzione RifugiUrbani

Evento presso ex Asilo Ciani a Lugano in cui vengono presentati i risultati del Workshop "Hotel Ticino". Nasce ufficialmente l'Associazione RifugiUrbani.

Vincitori Workshop Hotel Ticino 2016
12/2018

Nuovo Comitato RifugiUrbani

L'associazione si trasforma e cresce, rinnova il proprio Comitato avviando una nuova fase di riflessione e promozione del progetto.

11/2019

Studio di fattibilità — HabitOUT

RifugiUrbani si propone di dare seguito al progetto attraverso la creazione di una rete cantonale di una decina di rifugi eco-friendly denominati habitout. Presentazione del progetto presso DT e DFE e inoltro richiesta per il finanziamento.

12/2020

Domanda di costruzione preliminare informativa

Inoltro della domanda di costruzione preliminare informativa per il prototipo HabitOUT "Caso Monteceneri", valutazione tecnica preliminare.

Concept HabitOUT
Oggi

Ubicazione & finanziamento

I contatti avuti in sede di progetto con l'Autorità cantonale ci hanno incoraggiati a proseguire. Oggi siamo pronti ad implementare il progetto ricercando interlocutori istituzionali, commerciali o privati con la nostra stessa visione, pronti a collaborare e sostenerci.

OBIETTIVI DI SOSTENIBILITÀ COINVOLTI NEL PROGETTO

MAIN PARTNER

SUPSI DACD / SUPSI ISAAC (Workshop “Hotel Ticino” 2016)
federlegno.ch, Rivera – Monteceneri 

in collaborazione con

Se lo desideri puoi sostenerci con una donazione. I contributi privati ci permettono di poter proporre iniziative e attività di sensibilizzazione nei confronti della popolazione e delle autorità competenti.

Beneficiario:  Associazione RifugiUrbani
Banca:            Banca Raiffeisen Bioggio
IBAN:            CH91 8080 8005 4493 9105 1
Causale:        “donazione semplice” o nome del progetto

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